A network approach to hypersexuality: insights and clinical implications

Dr. Filippo Maria Nimbi

Commento all’articolo: Marlene Werner, BSc, Aleksandar Stulhofer, PhD, Lourens Waldorp, PhD, and Tanja Jurin, PhD, A Network Approach to Hypersexuality: Insights and Clinical Implications The Journal of Sexual Medicine, 15:373-386. https://doi.org/10.1016/j.jsxm.2018.01.009

Clinici e ricercatori non hanno ancora raggiunto un consenso sulla classificazione dell’ipersessualità come condizione primaria o insieme di sintomi [1]. Il comportamento ipersessuale ha alcuni tratti tipici della dipendenza, alcuni tratti caratteristici dello spettro del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e alcuni relativi ai processi di impulsività/inibizione sessuale [2].

L’ipersessualità è comunemente descritta come una combinazione di frequenti pensieri sessuali intrusivi, alti tassi di comportamento sessuale e incapacità percepita di controllare la sessualità. Alcuni ricercatori si sono concentrati anche su comportamenti specifici come la prostituzione e il consumo della pornografia [3].

In questo studio, gli autori hanno analizzato le caratteristiche dell’ipersessualità su un ampio campione online (circa 3000 uomini e donne) utilizzando una prospettiva nuova – l’approccio di rete alla psicopatologia – che può aiutare a chiarire alcuni problemi critici nosologici, concettuali ed eziologici [4] evidenziando anche alcune importanti implicazioni cliniche. La struttura della rete intorno all’ipersessualità mostrata è simile per donne e uomini, sia in termini di sintomi principali che di gruppi di caratteristiche associate. Questo elemento apre una più ampia riflessione sul fenomeno, che precedentemente era pensato come a quasi esclusivo appannaggio maschile. Il disagio psicologico, le emozioni negative scatenate dalle fantasie e/o dai comportamenti sessuali e la perdita di controllo sulla sessualità giocano un ruolo centrale nel modello proposto. Questi risultati evidenziano quali sono le componenti centrali per una diagnosi di ipersessualità, e sarà molto utile per il riconoscimento del disturbo. Il disagio psicologico e le emozioni negative associate sono l’obiettivo principale del trattamento clinico e delle azioni di prevenzione. Gli autori hanno anche suggerito di lavorare sulla normalizzazione dell’espressione sessuale attraverso la terapia affermativa e gli interventi che migliorano la cura di sé, la comprensione e i meccanismi adattativi di coping [5]. Inoltre, l’uso della pornografia aveva un ruolo marginale in entrambe le reti (maschile e femminile), testimoniando che questa variabile non è uno dei principali fattori predittivi del comportamento ipersessuale. In conclusione, vorremmo sottolineare il grande sforzo compiuto da questi autori, utilizzando un approccio così innovativo ad una problematica ancora così poco chiara.

1. Reid RC. Personal perspectives on hypersexual disorder. Sex Addict Compulsivity 2013;20:4-18.

2. Kafka MP. The development and evolution of the criteria for a newly proposed diagnosis for DSM-5. Sex Addict Compulsivity 2013;20:37-41.

3. Griffiths, MD. Compulsive sexual behaviour as a behavioural addiction: the impact of the internet and other issues. Addiction 2016;111(12):2107-2108.

4. Ley D, Prause N, Finn P. The emperor has no clothes: a review of the “pornography addiction” model. Curr Sex Health Rep 2014;6:94-105.

5. Winder, B. The management of hypersexuality in men. Trends in Urology & Men’s Health 2016;7(5):9-12.