Disfunzioni sessuali femminili: Cosa vogliono veramente le donne?

Dr. Marco Silvaggi

Le disfunzioni sessuali sono disordini molto frequenti sia per le donne sia per gli uomini e, nonostante i progressi scientifici, la loro prevalenza rimimmagine1Aane molto elevata. Secondo alcuni studi quasi il 50% degli uomini e delle donne, indipendentemente dalla nazionalità, almeno una volta nella vita si sono trovati alle prese con tale condizione. Ovviamente l’intensità e la durata di questi disturbi è molto variabile, da una piccola difficoltà di natura passeggera a disfunzioni sessuali molto limitanti, che i pazienti descrivono come presenti da sempre nella loro esperienza sessuale.

In tema di funzioni sessuali femminili la ricerca è stata molto carente fino all’ultimimmagine2o decennio e quindi la sessualità nelle donne è ad oggi un campo relativamente nuovo in ambito bio-medico. Tra le possibili ragioni di questo ritardo vi sono certamente alcuni stereotipi culturali, che vedono le donne come esseri asessuali a meno che il sesso non sia legato alla procreazione e ragioni di tipo più psico-biologico, come pure la complessità della funzione sessuale femminile.

Infatti, il progredire dell’interesse scientifico verso la sessualità femminile ha necessitato ed è stato accompagnato, dalla nascita di più complessi modelli descrittivi della risposta sessuale e dal fiorire di nuovi paradigmi di ricerca.

Sebbene secondo il modello biopsicosociale i fattori di rischio per le disfunzioni sessuali includono fattori biologici, psicologici e socioculturali sia per le donne sia per gli uomini, ISC_schema-psicologico-sociale-biologicosembra che, in termini generali, i fattori psicologici, relazionali e ambientali rivestano un ruolo di maggiore rilievo nell’esperienza e nella risposta sessuale femminile rispetto a quella maschile. Per questo, un approccio globale alla sessualità femminile richiede più che la semplice comprensione dei processi fisiologici che la caratterizzano. Il modello biopsicosociale è essenziale per interpretare il modo in cui le diverse fasi della risposta sessuale (desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione) sono connesse tra loro e come siano in diversa misura interdipendenti con la relazione e con l’ambiente in cui la donna vive.

Anche gli aspetti somatici e neuroendocrini, così come gli aspetti psicologici e relazionaliimmagine3 hanno un ruolo importante nel determinare o nell’influenzare la risposta sessuale femminile nelle diverse fasi della vita. Questa complessità spiega anche le difficoltà incontrate nell’individuare dei trattamenti farmacologici efficaci per le disfunzioni sessuali femminili. Recentemente, la Food and Drug Administration, ente governativo statunitense che regola l’immissione nel mercato dei farmaci, ha riconosciuto le disfunzioni sessuali femminili come un serio problema che non ha ricevuto la dovuta attenzione, comunicando di conseguenza il proprio impegno affinché questa situazione sia superata, nell’ottica di una ricerca centrata sul paziente e sui suoi bisogni.

Per questo, nonostante la complessa base eziologica dei disturbi della salute sessuale femminile, c’è qualche speranza che nel prossimo futuro le donne di qualsiasi età possano beneficiare di trattamenti efficaci e sicuri per le disfunzioni sessuali.

Tuttavia, è importante sottolineare che, anche sulla base dell’esperienza  accumulata sui risultati dei farmaci per la sessualità maschile, è evidente che un farmaco efficace, da solo non basta. Infatti, il ripristino della funzione sessuale nonimmagine4 è sufficiente a garantire la soddisfazione sessuale e quando il senso di insoddisfazione permane, si osservano alti tassi di interruzione dei trattamenti.  Per queste ragioni appare piuttosto interessante l’articolo di Melanie Gutsche e Andrea Burri, perché, attraverso un’indagine su un campione di donne di tutte le età, hanno osservato: gli atteggiamenti delle donne verso i farmaci che migliorano la risposta sessuale; le caratteristiche che questi farmaci dovrebbero avere secondo loro; quanto la loro funzione sessuale e le caratteristiche della relazione influenzano il loro atteggiamento verso tali farmaci. e la predisposizione ad assumerli.

Sebbene la difficoltà più frequentemente riferita dalle donne sia il basso desiderio ISC_disfunzioni-sessuali-femminilisessuale, anche la frequenza e l’intensità dell’orgasmo sono state descritte come centrali per la loro soddisfazione sessuale. Questi cambiamenti sono desiderati perché immaginati in grado di rendere la sessualità più divertente e soddisfacente. Inoltre, sebbene la minore soddisfazione relazionale e sessuale sia un fattore che predispone maggiormente all’assunzione del farmaco, anche l’età sembra avere un suo peso, infatti le donne più giovani risultano maggiormente predisposte.

Tra le caratteristiche del farmaco, la velocità di azione riveste un ruolo importante. Infatti la maggior parte delle donne intervistate (89%) ha dichiarato di ritenere un tempo di azioneISC_disfunzioni-sessuali-femminili-sheagra di un’ora al massimo come ideale, mentre alcune (14%) desideravano un tempo di attesa ideale ancora inferiore e pari a circa 15 minuti. Questo dato sottolinea la necessità di un farmaco on demand, da assumere cioè non continuativamente ma solo al momento in cui se ne desidera l’effetto.

Quindi sempre di più la salute e la soddisfazione sessuale, risultano legate ad un approccio integrato e multidisciplinare, realizzato su misura della paziente e se presente, della coppia.