Mr. Grey e il sano sadomasochismo

Daniela Botta

immagine-articoloMa chi sono i BDSMer? E perché erano riuniti in un centro congressi, con relativi tesserini appesi al collo, concentratissimi a studiare e prendere appunti su queste tematiche sessuali?

La sigla BDSM è l’acronimo di Bondage-Disciplina, Dominazione-Sottomissione, Sadismo-Masochismo e indica una serie di pratiche erotiche, incentrate sulla dominazione e/o sul dolore, l’umiliazione e le restrizioni fisiche.

Negli ultimi anni, immagini di dominazione erotica ammiccano dalle pubblicità, storie di sadomasochismo sono oggetto di romanzi e film, gli accessori fetish sono diventati molto popolari e sono venduti in negozi comuni di lingerie. Ma occorre fare attenzione e distinguere tra fantasie e realtà. Il grande successo commerciale della saga di Mr. Grey e Anastasia, ha sdoganato culturalmente la tematica e le fantasie sadomasochiste, spesso nascoste tra desideri sessuali inconfessabili, ma ha trattato superficialmente due problemi legati a quest’ambito: quello della sicurezza e quello dell’equivalenza tra desideri sessuali inusuali e malattia mentale, rianimando così un vecchio stereotipo.

Dopo il grande successo commerciale di “50 Sfumature di grigio” molte persone, pensando di rendere più piccante la loro vita sessuale, hanno emulato, talvolta senza criterio, il libro fiction. Secondo le stime del National Electronic Injuri Surveillance System che opera come osservatorio negli ospedali degli Stati Uniti, gli incidenti che hanno richiesto interventi medici, per pratiche sessuali inusuali, sono raddoppiati dopo l’uscita del film.

A parte qualche gesto soft “di scena”, le pratiche sadomasochiste richiedono un apprendimento specifico di abilità e di norme di sicurezza. La conoscenza del BDSM, attraverso fonti attendibili, è importante per chi abbia voglia di mettere in pratica le proprie fantasie erotiche senza rischiare di andare incontro ad incidenti più o meno gravi, approcciando con troppa faciloneria a corde e frustini.

Ma quante sono le persone interessate al BDSM?

Le statistiche delle ricerche sono sempre molto variabili, anche perché l’interesse per queste forme di sessualità può riguardare la semplice presenza di fantasie, l’uso di alcune pratiche soft negli atti sessuali o una pratica esclusiva.

Alcuni dati si possono estrapolare da alcuni fattori empirici: dalla ricerca della parola BDSM in USA solo su Google nel 2010 compaiono 28 milioni di pagine.

Fetlife, sito in lingua inglese di incontri e cultura BDSM ha 3.294.953 membri iscritti e 4.310.913 discussioni aperte. I suoi membri hanno pubblicato 17.289.194 foto e 1.566.607 racconti.

In Italia “50 sfumature di grigio” è tra i libri più venduti negli ultimi anni e i dati parlano all’inizio del 2015 di 125 milioni di copie vendute in 52 paesi.

Volendo indagare su chi pratica il BDSM in Italia, prendiamo in considerazione i dati di “Legami” un sito italiano di incontri e cultura BDSM che ha compiuto 10 anni. Le sue statistiche ufficiali sono di 670.000 iscrizioni, i profili sono stati visualizzati 60 milioni di volte, solo nell’ultimo anno sono stati inviati 4,7 milioni di messaggi, le oltre 11.000 foto pubblicate dagli utenti sono state visualizzate 18milioni e 194.665 volte. Non si tratta di un sito porno, ma di un sito di subcultura con ben 191 articoli, 607 poesie, 312 risposte degli esperti, 307 sondaggi e 903 lemmi della “pervipedia”, un glossario di termini BDSM, 30.366 taccuini e 40.265 racconti brevi.

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In questi luoghi, reali e virtuali, di incontri e scambio sul BDSM, vi è una grande attenzione a diffondere informazioni e promuovere la sicurezza e la consapevolezza. Valore centrale è quello della consensualità, la negoziazione consapevole e consensuale dei limiti entro cui devono svolgersi le interazioni. Di fondamentale importanza è l’uso di una safeword da parte dei bottom, ovvero di una parola o un gesto di sicurezza che metta fine immediatamente alla situazione di gioco. Molta attenzione è posta alla distinzione tra le relazioni di dominazione e quelle di abuso.

A differenza di quanto narrato nella trilogia di Mr. Grey, il BDSM non è correlato alla psicopatologia o a storie di traumi infantili.

Le ricerche scientifiche degli ultimi decenni hanno smentito le equivalenze tra BDSM e abusi infantili, violenze, disturbi psicologici e disfunzioni sessuali, ma nonostante ciò i praticanti BDSM subiscono ancora questo pregiudizio da parte delle persone comuni ma anche dai terapeuti poco informati. In realtà, confrontati con i dati della popolazione generale, in alcuni casi, questa minoranza, sembrerebbe avere un maggior benessere sessuale.

La buona salute sessuale dei BDSMer sembrerebbe correlata proprio a questa continua comunicazione e negoziazione dei propri desideri sessuali.

Questi luoghi, di informazione e confronto, fungerebbero da veri e propri promotori della salute sessuale grazie anche a questa continua spinta verso una sessualità “creativa” ma consapevole e attenta al consenso del partner che può essere revocato in qualsiasi momento dell’interazione.

“La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispet­toso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza” (WHO, 2006). Non esiste un unico comportamento sessuale rispettoso della persona umana nella sua complessità psicologica ed affettiva, il rispetto vs la sopraffazione, è una qualità del modo in cui ci si relaziona con l’altro/a, qualsiasi tipo di interazione sessuale si scelga, consapevolmente e consensualmente.