Poliamore
nuova frontiera della relazione tra modernità e maturità affettiva

Dott.ssa Emanuela Napoli
Istituto di Sessuologia Clinica

Il termine poliamore, neologismo derivato dal termine inglese polyamory (dal greco πολυ-molti e dal latino amor-amore), che letteralmente significa “molti amori”, intende definire la pratica o anche la possibilità di avere più di una relazione intima, sessuale o affettiva, con il consenso esplicito di tutti i partner, attuali e potenziali. Esso rappresenta un vero e proprio modo alternativo di amare all’interno di un rapporto consensuale.
Questo fenomeno sta emergendo per diversi motivi, primo fra tutti vi è il fatto che l’esclusività sessuale viene considerata come un ideale sempre più irrealistico da raggiungere, a causa anche dell’aumento di infedeltà, divorzi e separazioni presenti nelle relazioni monogame. Altri fattori determinanti andrebbero ricercati in un’insoddisfazione della monogamia seriale e a un acuito desiderio di organizzare le proprie vite intime, il tutto accompagnato da una più ampia accettazione di nuove pratiche sessuali e da maggiori informazione e visibilità grazie all’utilizzo del web.

Orientamento sessuale e poliamore

È bene precisare che quando parliamo di poliamore si intende uno stile relazionale (come lo è la monogamia), mentre l’orientamento sessuale indica l’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona (omosessualità, eterosessualità, bisessualità). Pertanto, tutte le tipologie di relazione possono avere al proprio interno più orientamenti sessuali (eterosessuale, omosessuale o bisessuale): è possibile quindi che vi sia una coppia gay, lesbica o etero, così come può esservi un trio o un quartetto (o più) con all’interno persone con lo stesso o con diversi orientamenti sessuali. Uno studio condotto sulle relazioni intime negli Stati Uniti ha osservato come la maggior parte del campione che si è autodefinito poliamoroso era principalmente bisessuale (54%) ed eterosessuale (38%), mentre solo una minoranza era omosessuale.

Le regole della relazione poliamorosa

È errato pensare che la relazione poliamorosa sia fondata sulla promiscuità, l’amore libero e l’infedeltà. Come le relazioni monogame, quelle poliamorose sono caratterizzate da legami forti e dall’intento di far durare la relazione il più a lungo possibile. Infatti, anche le relazioni multi-partner richiedono rispetto, negoziazione, impegno, consenso, integrità, reciprocità, uguaglianza e desiderio di relazione a lungo termine.
Aspetto centrale affinché tutto ciò sia garantito è che vi sia una comunicazione sempre attiva e, soprattutto, che vi sia il rispetto di alcuni accordi relazionali, ovvero “regole” di coppia su come bisogna comportarsi, consapevoli e condivise dai partner, pensate per essere sufficientemente flessibili da adattarsi alle diverse individualità, alla crescita e al cambiamento.
Queste regole riguardano diversi aspetti della relazione: la protezione da infezioni sessualmente trasmesse, le nuove conoscenze relative ad appuntamenti e attività sociali, la comunicazione delle informazioni, la negoziazione degli accordi, il coinvolgimento emotivo ecc. Questi accordi sonoelementi dinamici, in continuo sviluppo, e possono essere modificati in base alle esigenze della coppia. Le rinegoziazioni e le rivalutazioni degli accordi hanno lo scopo di riconoscere che gli individui possiedono bisogni e desideri dinamici all’interno della relazione.
Tema importante è quello della fedeltà, che viene definita come l’essere fedeli alle promesse e agli accordi che sono stati fatti inizialmente o che sono stati modificati nel tempo, piuttosto che in termini di esclusività sessuale di per sé. Infatti, avere una relazione segreta che viola i propri accordi relazionali viene considerato come un tradimento. Per tale motivo la fedeltà viene vista come uno sforzo costante nel mantenere un impegno, una promessa e un accordo nel benessere di tutti i partner presenti.

La struttura delle relazioni poliamorose

Non esistono solo coppie, nel poliamore esistono esempi diversi di configurazioni, o “polecole”, come vengono chiamate in alcuni casi. È possibile distinguere le coppie aperte, le triadi, le tetradi (quattro persone) e anche single che praticano il poliamore da single, non ufficializzando nessuna delle proprie relazioni.
Il poliamore può perciò rendere possibile una quantità di relazioni che semplicemente non
avrebbero potuto funzionare nel mondo della monogamia, o almeno con le aspettative relazionali standard.
Si distinguono tre macro-insiemi relazionali in base agli accordi e alla struttura della relazione poliamorosa: “poliamore aperto”, in cui i partner coinvolti restano aperti alla possibilità di ulteriori amori e relazioni; “polifedeltà”, in cui tre o più persone si impegnano in una relazione chiusa tra loro, che non include persone esterne; “poliamorosi single”, ossia persone che possono intrattenere più relazioni amorose in assenza di un impegno primario con una persona specifica ed essere o meno in cerca di un rapporto a lungo termine.
Un altro elemento interessante è la gerarchia relazionale. La terminologia gerarchica più utilizzata per la definizione della propria relazione è quella di primaria, secondaria e terziaria. La coppia “originaria” (o primaria), formata da due partner in un rapporto a lungo termine nata come relazione monogama, diventa la relazione primaria. Questa relazione ha priorità di tempo rispetto alle altre e ha un rapporto emotivamente profondo in cui sono presenti sentimenti di amore.
Le relazioni secondarie sono quelle relazioni in cui i partner non convivono ma nelle quali
manifestano un alto sentimento di amore; in genere possono essere un’amicizia sessuale o una relazione che non ha i benefici della relazione primaria.
Le relazioni terziarie sono composte da partner rispetto ai quali non è presente alcun tipo di sentimento profondo. Quest’ultima e la secondaria vengono definite anche relazioni satellite, in quanto girano attorno alla relazione primaria, senza entrare in contatto con essa.
In altri casi è possibile osservare relazioni strutturate diversamente, in cui non è presente una gerarchia e nelle quali tutti i partner hanno pari considerazione. All’interno di una simile configurazione del rapporto, denominata “rete intima”, coesistono parecchie relazioni intime, ciascuna delle quali non necessariamente include tutti i membri della rete.

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E in questa riformulazione dei canoni delle relazioni, ai quali di solito siamo abituati, anche
il tradimento ha un significato diverso. Violare il patto dell’esclusività sessuale e sentimentale nelle coppie monogame significa tradire, ma anche nelle relazioni poliamorose esistono patti che possono essere violati. Ciò che cambia è che questo si stabilisce prima, vi è un reciproco consenso, per evitare brutte sorprese.
E come gestire la gelosia?
Vivere una relazione poliamorosa non significa essere immuni dal sentimento di gelosia; molti poliamorosi conoscono la gelosia e devono fare i conti con le emozioni ad essa correlate. Tuttavia, nel poliamore prevale la tendenza ad affrontare e gestire la gelosia, piuttosto che ad accettarla passivamente, lasciandosene dominare. Si cerca quindi di parlarne, di esaminarne le cause e di trarne insegnamenti utili. Spesso, infatti, la gelosia altro non è che la spia di insicurezze personali o del timore di subire una perdita, paure che possono essere affrontate e superate con il confronto tra partner.

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In conclusione, la sincerità e il grande impegno emotivo sono forse le caratteristiche principali della relazione poliamorosa, premesse fondamentali per una buona soddisfazione relazionale. Una volta che si definiscono gli accordi relazionali, ci si sente più vicini e più intimi ai propri partner poiché la dimensione etica del poliamore deriva dall’approvazione, dal consenso e da tutto un insieme di valori correlati quali l’onestà, l’auto-conoscenza, la padronanza di sé, l’integrità e la valorizzazione del sesso, dell’amore e la gestione della gelosia.