Adolescenza
e sessualità
di Roberta
Rossi e Elisa Marconi
L’adolescenza rappresenta un periodo di importanti cambiamenti fisici, psico-
affettivi e relazionali che hanno luogo nell’arco di tempo che si estende dalla
fanciullezza all’età adulta.
I primi cambiamenti con i quali l’adolescente si
trova a confrontarsi sono quelli di natura fisica e i tempi fisiologici di
sviluppo puberale hanno un impatto diverso sui due sessi. Mentre i maschi sperimentano
la precocità come un vantaggio psicologico in termini sia personali che relazionali, per le femminine una pubertà anticipata
viene vissuta con maggiore difficoltà rispetto a quella ritardata. L’evento
principale dello sviluppo femminile è il menarca al quale ancora oggi è
attribuito un valore emotivo e psicologico negativo, retaggio di una cultura
tradizionalmente maschile. Un altro cambiamento fisico con un forte impatto emotivo sulla ragazza è lo sviluppo del seno, parte
del corpo più coscientemente sessualizzata che può
essere vissuta come un “non io”. L’ideale delle forme femminili nella cultura
contemporanea è quello di un modello donna-bambina, dunque uno sviluppo
abbondante del seno su un corpo prepuberale,
obiettivo irraggiungibile per la maggioranza delle donne. A differenza dei
maschi, che tendono a sentirsi maggiormente seducenti durante il procedere
dello sviluppo, le femmine man mano che lo sviluppo procede tendono
a sentirsi sempre meno attraenti: a questo si aggiunge la pressione esercitata
dai modelli culturali sull’immagine del corpo diffondendo quindi tra le
adolescenti un’eccessiva preoccupazione per il peso corporeo e le sue forme
contribuendo alla diffusione dei disturbi alimentari che in questo periodo di
vita sono prevalentemente diffusi a livello femminile. Nello sviluppo sessuale
maschile l’evento fisiologico che segna la pubertà è lo spermarca,
meno individuabile dal ragazzo che può viverlo con sensi di colpa soprattutto
se associata alla masturbazione. Solo in un secondo momento l’eiaculazione verrà considerata come una conferma della propria
capacità procreativa, associata al
piacere provato. In questo periodo di vita quindi l’adolescente è chiamato a
ridefinire il rapporto con il proprio corpo e a consolidare la propria identità di genere. L’identità sessuale verrà a
costituirsi grazie all’elaborazione affettiva e cognitiva individuale delle
caratteristiche somatiche e alle influenze socio-culturali. Un’esperienza
chiave durante l’adolescenza è l’innamoramento, momento di passaggio dagli
amori intrafamiliari a quelli extrafamiliari, vissuto
frequentemente come esperienza totalizzante. La sessualità, grazie ai metodi
contraccettivi e ai cambiamenti culturali, viene
svincolata dall’esclusiva funzione procreativa e in adolescenza assume una pluralità
di significati. Il comportamento sessuale, infatti, svolge delle funzioni anche
a livello non sessuale, come ad esempio una rassicurazione della propria
identità, una modalità di affermazione nella relazione
con gli altri e, a livello individuale, viene vissuto come una modalità per
diminuire la solitudine o gli stati d’ansia. A livello di comportamento sessuale
è possibile fare una distinzione tra il comportamento autoerotico
e il comportamento sessuale di coppia.
Del comportamento autoerotico
fanno parte le fantasie erotiche e la masturbazione: le fantasie sessuali sono
l’attività sessuale più diffusa ed esplicano una
pluralità di funzioni che vanno dall’essere fonte di eccitazione fino
all’essere surrogato di bisogni sessuali irraggiungibili. Molto frequentemente le
fantasie sessuali vengono vissute come proibite e
perverse e a queste sono frequentemente associati dei sentimenti di ansia e
senso di colpa. La masturbazione svolge una duplice funzione, sia sostitutiva che preparativa nei riguardi delle
esperienze sessuali successive e i ragazzi e le ragazze affrontano in maniera diversa
quest’esperienza.
Per i ragazzi la
conoscenza in merito alla masturbazione proviene generalmente dal gruppo dei
pari e può essere condivisa mentre per le ragazze il comportamento masturbatorio è vissuto come personale e non viene
condiviso. I sentimenti frequentemente associati a questo comportamento sono
l’ansia, il senso di colpa e la vergogna per il giudizio e l’atteggiamento che
in maniera più o meno esplicita viene espresso nei
confronti della masturbazione dagli adulti.
Nel caso in cui la masturbazione diventi un rifugio
o una modalità sostitutiva delle relazioni con i pari può riflettere dei
problemi di adattamento.
Per quanto riguarda il comportamento sessuale di
coppia, è possibile evidenziare una sequenza di comportamenti che l’adolescente
mette in campo, a partire dal baciarsi e abbracciarsi,
proseguendo col necking, ovvero il toccarsi in modo sessuale
dalla vita in su, il petting, cioè
toccarsi in maniera sessualizzata dalla vita in giù,
fino ad arrivare al rapporto sessuale completo. Il rapporto sessuale completo
rappresenta il comportamento sessuale di maggiore salienza
durante l’adolescenza. Le ragazze tendenzialmente associano il rapporto
sessuale all’amore e spiegano il loro comportamento come legato al trasporto
del momento e alla volontà di soddisfare i desideri della persona amata anziché
come scelta personale o come comportamento legato ai propri bisogni o desideri,
indicando la vicinanza emotiva come il principale innesco
all’avere rapporti sessuali. I ragazzi, a loro volta, vivono il rapporto
sessuale completo come un mezzo per soddisfare i proprio
desideri sessuali o come “scarica sessuale”, attribuendo maggior peso al
raggiungimento del piacere, al soddisfacimento della partner e allo sfogo della
tensione. E’ importante che gli adolescenti
vivano la sessualità come scelta consapevole, passo importante verso la propria
autonomia e verso la costruzione della propria identità. Considerare il
rapporto sessuale come una prestazione può provocare ansia nel ragazzo che può fisiologicamente
influenzare l’erezione o provocare il diffuso fenomeno dell’eiaculazione
precoce, mentre nella ragazza il timore della penetrazione può causare
difficoltà nel realizzarla e l’ansia legata al rapporto può precludere la
possibilità di sperimentare l’orgasmo. A livello di contraccezione, il metodo
contraccettivo più ampiamente usato è il preservativo, anche se è maggiore in
numero di ragazzi che ne conosce l’uso rispetto al
numero di ragazzi che poi praticamente lo utilizza. Le giustificazioni
principalmente avanzate circa il non utilizzo di
contraccettivi riguardano il timore che il rapporto perda di spontaneità, che
possa interferire con il piacere, che il preservativo è costoso, non semplice
da reperire e fastidioso. Per comprendere questo fenomeno va tenuta in
considerazione la tendenza adolescenziale all’onnipotenza, in questo caso
l’incolumità onnipotente che è strettamente legata al
concetto di percezione del rischio, il quale non viene considerato elevato nei
termini di rischio personale. Gli adolescenti tendono ampiamente a ricorrere
anche al coito interrotto e ai metodi naturali, soluzioni che non preservano
l’adolescente dal rischio di contrarre malattie e di gravidanze indesiderate.
Va infatti sottolineata l’importanza della
contraccezione non solo al fine di evitare delle gravidanze ma al fine di
preservare la persona dal rischio di contagio delle malattie a trasmissione
sessuale. Una corretta e completa educazione alla sessualità rappresenta uno
strumento importante per favorire lo sviluppo sessuo-affettivo
e un comportamento sessuale responsabile e consapevole.