Tra i due sessi: l’intersessualità

Dott.ssa Giada Mastrogregori

img-art-1Con il termine “intersessualità” si fa riferimento ad una condizione in cui una persona presenta, sin dalla nascita, caratteri sessuali che non rientrano nella tradizionale classificazione di maschile e femminile. Tali elementi possono riguardare sia aspetti prettamente genetici, quali cromosomi, marker genetici, ormoni, piuttosto che aspetti esteriori evidenti quali gli organi riproduttivi, i genitali o le caratteristiche sessuali secondarie come il seno, la barba o la peluria, che comunemente ci aiutano a classificare una persona in un determinato sesso.

Le persone che nascono con tratti intersessuali sembrano essere circa 30.000.000, una percentuale che si aggira fra lo 0,5% all’1,7% della popolazione mondiale. Nonostante i casi, non così numerosi ma piuttosto interessanti, ancora molto poco si sa sull’argomento: continua ad esserci, infatti, una carenza di ricerche in merito e ancora poco si sa su come il trattamento attuale abbia impatto sulla vita delle persone.

L’essere intersessuale non è certamente una malattia. Malgrado ciò e nonostante le variazioni biologiche presenti non implichino necessariamente problemi di salute (anche se talvolta può succedere), le persone con tali caratteristiche subiscono nel corso della loro vita o alla nascita una pesante medicalizzazione volta all’adeguamento del sesso biologico a quello considerato socialmente più accettabile.

Si tratta di procedure mediche molto invasive e irreversibili, che possono causare dolore e sofferenza, sia fisica che psicologica. Proprio per questo risulta un argomento di estrema delicatezza e anche la decisione degli interventi chirurgici deve essere effettuata con estrema consapevolezza.

Talvolta, quando dei neogenitori si trovano difronte alla condizione di dover decidere sul futuro del proprio figlio appena nato, si sentono frastornati e non sanno cosa sia più giusto fare. Spesso prendono decisioni senza aver ricevuto una piena informazione rispetto alle conseguenze, a breve e lungo termine, degli interventi da affrontare e senza aver avuto modo di confrontarsi con persone che hanno seguito lo stesso percorso. Si trovano nella difficile situazione di dover prendere decisioni mai previste fino ad allora e di far i conti anche con pareri medici nettamente distanti uno dall’altro.

I bambini che hanno subìto una serie di interventi sul proprio corpo, possono riportare da adolescenti e adulti, un senso di violazione, talvolta hanno difficoltà ad accettare la propria immagine corporea e possono ritrovarsi “costretti” in un sesso che non gli appartiene. Proprio per questo, e per le inevitabili implicazioni, le famiglie avrebbe bisogno di un costante sostegno, medico e psicologico, per poter al meglio affrontare la situazione.

Un importimg-art-2ante aiuto esperto deve esser fornito alle famiglie anche quando i genitori decidono di rivelare al proprio figlio le informazioni rispetto al suo stato di salute. Dire al bambino la verità, in modo chiaro, semplice e adeguato all’età e al livello di sviluppo, contribuisce ad aumentare il livello di fiducia fra figlio e genitori, oltre che ridurre nel bambino il senso di inadeguatezza e solitudine e aumentare la consapevolezza rispetto alla propria salute. Altrimenti, nascondere qualsiasi informazione trasmette al bambino/a l’idea che si tratti di qualcosa di sbagliato, di cui vergognarsi e sentirsi in colpa, con ricadute sull’immagine corporea e sessuale di sé.

Ovviamente tali raccomandazioni valgono anche per gli adulti intersessuali, che nel loro processo medico, avrebbero costante bisogno di un sostegno psicologico e sociale.